1944-1946 All'inizio era Americo Gregoris che si occupava di fotografia. I tempi erano quelli della guerra con le necessità e le difficoltà del momento. Il settore era appena agli inizi, anzi non era ancora un settore merceologico ma una passione, un arte, da coltivare in modo personale, cercando di realizzare quanto possibile con i pochi mezzi a disposizione. Dopo la guerra e con la riorganizzazione delle attività, Americo fu uno dei primi a partecipare ai corsi di formazione della Kodak e dell'Agfa per l'acquisizione delle competenze sullo sviluppo e la stampa delle stampe a colori e l'aggiornamento sulle emulsioni del tempo.
Per Americo Gregoris questi corsi divennero la chiave di uno sviluppo veloce. Si trovò infatti ad essere il depositario di tecniche allora sconosciute in Italia e, la cantina iniziale, dovette trasformarsi in un vero e proprio laboratorio in grado di servire tutto nord-est. Ma l'attività commerciale sarebbe presto diventata il trampolino di lancio per l'inizio di una nuova attività.
È con Giuseppe Gregoris, fondatore della GPE, che quanto seminato da Americo sboccia e prende corpo portando l'attività dall'altra parte della barricata: da laboratorio che utilizza tecnologie a inventore e produttore di sistemi in grado di cambiare la tecnologia produttiva della maggior parte dei grandi laboratori del mondo.

1980 L'esperienza del laboratorio aveva permesso di individuare una serie di aree di inefficienza nascono così le prime attrezzature per il recupero dell'argento dalle acque di lavaggio e quelle per la pulizia dei film professionali. Ma il progetto più ambizioso e l'idea più importante di Giuseppe Gregoris era l'ottimizzazione dei processi produttivi. Le numerose attrezzature del laboratorio erano isolate l'una dall'altra e le bobine di film e quelle di carta, in ogni fase della lavorazione, dovevano essere sbobinate e poi ribobinate.

1981 Fu nel 1981 che Giuseppe Gregoris disse di voler lavorare sull'idea di mettere "in linea" le attrezzature del proprio laboratorio. Il sistema prese il nome di Maxilab, un processo produttivo che ancora oggi conserva intatto il proprio valore.

1984 Nel 1984 venne installato ad Azzano Decimo, in Provincia di Pordenone, il primo sistema Maxilab: esso operava dallo sviluppo all'imbustamento senza interruzioni, soste, tempi morti permettendo un grosso risparmio nell'utilizzo della forza lavoro. Il successo non tarda ad arrivare e nel 1985 è Kodak a richiedere la prima installazione del sistema poi è la volta del maggior gruppo europeo, la Ce-We Color. Il fatturato di GPE cresce, la credibilità del progetto è fuori discussione. Già nel 1984 in GPE venne sviluppato il primo sistema video da associare alle sviluppatrici professionali. Nascono una dopo l'altra la VPS, la VP2000, la VP2012 e la VP2012PC fino alla più moderna Easy Professional Lab nata nel 1998 e ancora oggi in produzione.

1989 Nel 1989 nasce, per necessità di integrazione con il sistema Maxilab, la prima sviluppatrice amatoriale ad alta velocità della GPE e poi nel 1992 la prima sviluppatrice professionale in grado di sviluppare bobine di banda 30. Il primo esemplare venne consegnato negli Stati Uniti presso il più prestigioso laboratorio americano Miller Professional dove è ancora oggi in funzione. Oggi GPE è leader mondiale nella produzione di questa linea di prodotto.

2000 A partire dal 2000 GPE, coglie una nuova importantissima opportunità: il "D-Carrier". In un settore in cui la fotografia digitale acquisisce sempre maggiore importanza ma che è anche sempre più competitivo si decide di produrre un attrezzatura in grado di rendere digitali i minilab tradizionali. La reazione del mercato è entusiasmante ma questa è storia dei nostri giorni...